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Scadenze della sicurezza: chi le controlla davvero

Visite mediche, formazione, nomine, DVR: decine di date da rispettare e quasi mai un responsabile. Come si passa a un archivio che avvisa da solo.

Konnexa 3 min di lettura
Una griglia di calendario con tre caselle vuote tratteggiate e le tre caselle staccate cadute sotto

In quasi tutte le aziende con cui parliamo la domanda "chi controlla le scadenze della sicurezza?" non ha una risposta sola. Ne ha tre, e sono tutte parziali.

Il consulente sa quando andava rinnovata la formazione, ma scopre in ritardo che sono entrati due dipendenti nuovi. L'azienda sa chi è entrato, ma non sa che quel ruolo richiede un corso entro sessanta giorni. Il medico competente ha il suo calendario delle visite, che però vive nel suo gestionale e non parla con gli altri due.

Nessuno mente e nessuno è distratto. Semplicemente l'informazione è divisa in tre pezzi che non si toccano, e la scadenza cade nello spazio in mezzo.

Le scadenze che si perdono più spesso

Non sono quelle grosse. Il rinnovo del DVR dopo un cambio di ciclo produttivo se lo ricordano tutti. Si perdono le piccole, quelle che dipendono da un evento invece che da una data fissa:

  • la visita medica di un assunto a metà anno, che non rientra nel giro annuale già pianificato;
  • l'aggiornamento quinquennale del preposto, che scade in un mese diverso da quello del resto della squadra;
  • la nomina che decade perché la persona ha cambiato reparto;
  • il certificato di un corso fatto davvero, ma il cui attestato non è mai arrivato in azienda — e senza carta, in un'ispezione, il corso non esiste.

Il punto in comune è sempre lo stesso: la scadenza nasce da qualcosa che è successo (un'assunzione, un cambio di mansione, un macchinario nuovo), e chi registra quel qualcosa non è chi tiene il calendario.

Il promemoria personale non scala

La soluzione spontanea è che qualcuno si segni le date. Un foglio Excel, il calendario del telefono, una cartella con i PDF.

Funziona finché quella persona c'è. Poi va in ferie, cambia ruolo, o semplicemente gestisce quindici aziende invece di tre — e il foglio diventa un archivio di date che nessuno rilegge. Peggio: diventa una seconda verità, che col tempo si allontana da quella vera senza che nessuno se ne accorga.

Un archivio che avvisa deve avere tre proprietà che un foglio non ha:

  1. la scadenza si genera da sola dal dato che l'ha causata, non va inserita a mano da qualcuno che si ricorda la regola;
  2. è la stessa per tutti — se il consulente la chiude, l'azienda la vede chiusa nello stesso momento;
  3. resta scritto chi ha fatto cosa e quando, perché è esattamente quello che viene chiesto quando qualcosa va storto.

Come lo affronta Konnexa

In Konnexa la scadenza non è una voce di calendario che qualcuno digita: è una conseguenza. Si assume un dipendente e gli si assegna un ruolo, e da quel ruolo nascono i corsi che gli servono e le loro date. Si carica un attestato, e la scadenza si sposta in avanti da sola in base alla validità di quel documento.

Lo scadenzario che ne esce è uno solo, e lo aprono dallo stesso posto l'azienda, il consulente e — per la sua parte — il professionista esterno. Quando qualcosa si muove, la notifica arriva sul telefono di chi deve agire, non nella casella di posta di tutti.

Non è un calendario più bello. È il fatto che nessuno debba ricordarsi la regola: la regola sta nel sistema, e il sistema la applica ogni volta che un dato cambia.


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