Informative
Che differenza c'è tra RSPP e RLS
Due sigle simili, due figure opposte: uno lo sceglie il datore di lavoro, l'altro lo eleggono i lavoratori. Cosa fanno e cosa possono chiedere.
Le due sigle si somigliano abbastanza da confondersi, e capita di sentirle usare come sinonimi. Sono l'opposto l'una dell'altra, e la differenza sta in una sola domanda: chi lo ha scelto.
RSPP: lo designa il datore di lavoro
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è designato dal datore di lavoro, che ne risponde. È una figura tecnica: valuta i rischi insieme al datore, elabora le misure, propone i programmi di formazione, partecipa alla riunione periodica.
Può essere una persona interna all'azienda o un professionista esterno, e deve avere requisiti di formazione specifici. In alcuni casi e sotto certe dimensioni, il datore di lavoro può svolgere direttamente il ruolo, seguendo un percorso formativo dedicato.
Il punto che conta: l'RSPP sta dalla parte dell'organizzazione. Non perché sia di parte, ma perché è lo strumento tecnico con cui il datore adempie ai propri obblighi.
RLS: lo scelgono i lavoratori
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è eletto o designato dai lavoratori. Non lo nomina l'azienda, e non è un incarico che si possa assegnare dall'alto.
Rappresenta i lavoratori nelle questioni di salute e sicurezza. Ha diritti che l'RSPP non ha e che vale la pena conoscere prima di scoprirli quando li esercita:
- accede ai luoghi di lavoro e alla documentazione aziendale sulla valutazione dei rischi;
- viene consultato preventivamente sulla valutazione dei rischi, sulla designazione delle figure della sicurezza, sui programmi di formazione;
- può fare proposte e ricorrere alle autorità competenti se ritiene che le misure non siano idonee.
La consultazione non è una comunicazione. Consultare vuol dire farlo prima, in modo che l'opinione possa incidere: informare a cose fatte non assolve l'obbligo.
La differenza in una riga
| RSPP | RLS | |
|---|---|---|
| Chi lo sceglie | il datore di lavoro | i lavoratori |
| Che ruolo ha | tecnico | di rappresentanza |
| Può essere esterno | sì | no, è un lavoratore |
| Cosa può pretendere | — | consultazione, accesso ai documenti |
Dove nascono i problemi pratici
Due, quasi sempre gli stessi.
Il primo è la formazione che scade in silenzio. Entrambe le figure hanno percorsi formativi con aggiornamenti periodici, e le date non coincidono né fra loro né con quelle del resto del personale. Sono scadenze isolate, quindi sono esattamente quelle che nessuno presidia.
Il secondo è la nomina che decade. L'RLS cambia mansione, si dimette, va in un altro reparto; l'RSPP esterno cambia contratto. La designazione resta agli atti, formalmente valida, mentre la realtà è andata avanti. In un'ispezione salta fuori così: il nome sul documento non lavora più lì da otto mesi.
Come lo affronta Konnexa
Le figure della sicurezza sono ruoli assegnati a persone reali, non righe di un organigramma disegnato una volta. Dal ruolo discendono i corsi che servono e le loro scadenze; se la persona cambia posizione o esce, quello che ne dipende non resta valido per inerzia.
L'RSPP esterno, poi, è un professionista che accede alla piattaforma per la sua parte delle aziende che segue — senza che nessuno gli mandi documenti via email, e senza che veda le aziende che non gli competono.
Su come si divide l'accesso fra azienda, consulente e professionisti esterni, abbiamo scritto qui.