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Visita medica del neoassunto: quando va fatta
La visita preventiva va fatta prima che la persona inizi a lavorare su quella mansione. Cosa succede se si salta e come si evita il ritardo.
La regola sta in una riga: la visita preventiva va fatta prima che la persona venga adibita alla mansione. Prima, non nei primi giorni, non appena c'è posto in agenda.
Attorno a quella riga si accumulano tre malintesi che costano cari.
Primo: non tutti i dipendenti vanno visitati
La sorveglianza sanitaria non è automatica per il solo fatto di essere assunti. Scatta dove il rischio la richiede — ed è la valutazione dei rischi a dirlo, mansione per mansione.
Due persone assunte lo stesso giorno nella stessa azienda possono avere obblighi diversi: dipende da cosa faranno, non da quando sono entrate. Questo è anche il motivo per cui la domanda "quando va fatta la visita" non ha una risposta generale prima di sapere quale mansione.
Secondo: "preventiva" è una parola tecnica
Vuol dire che precede l'inizio del lavoro su quella mansione, e serve a verificare l'idoneità a quella mansione lì.
Un errore frequente: la persona entra il primo del mese, comincia a lavorare, e la visita si fa a metà mese perché il medico competente aveva l'agenda piena. In quelle due settimane l'azienda ha impiegato qualcuno senza il giudizio di idoneità — e se in quelle due settimane succede qualcosa, la posizione è indifendibile.
L'altro caso frequente è meno intuitivo: la visita c'è stata, ma per un'altra mansione. Il magazziniere che passa alla guida del muletto non è coperto dalla visita fatta quando è entrato.
Terzo: il cambio di mansione riapre tutto
La sorveglianza sanitaria segue la mansione, non la persona. Cambiare reparto, aggiungere una lavorazione, passare a un turno notturno: sono tutte cose che possono far ripartire l'obbligo, insieme alla formazione e a volte alle nomine.
Se in azienda il cambio mansione è un'informazione che vive solo nell'ufficio del personale, il medico competente lo scopre alla visita successiva. Cioè tardi.
Poi c'è il giudizio, e va conservato
Dalla visita esce un giudizio di idoneità, che può essere pieno, con prescrizioni, con limitazioni, o di inidoneità. Non è un dettaglio burocratico: se contiene prescrizioni, quelle prescrizioni vincolano il modo in cui quella persona lavora, e qualcuno in azienda deve saperlo — non solo il medico.
Il giudizio va conservato e va ritrovato. È uno dei documenti che in un'ispezione si chiedono per primi, insieme agli attestati di formazione.
Come lo affronta Konnexa
La visita non è una voce che qualcuno inserisce a calendario: nasce dall'assunzione e dalla mansione assegnata. Si registra il dipendente, gli si assegna il ruolo, e da lì discendono gli obblighi che quel ruolo comporta — sorveglianza sanitaria compresa, quando prevista.
Il cambio di mansione fa la stessa cosa al contrario: modifica il dato una volta sola, e le conseguenze si ricalcolano invece di dover essere ricordate da tre persone diverse.
E il giudizio, una volta caricato, sta nel fascicolo del dipendente insieme al resto: lo vede l'azienda, lo vede il consulente, e il medico competente vede la sua parte. Nessuno esporta niente per passarlo a qualcun altro.
Se ti interessa chi vede cosa in una struttura del genere, l'abbiamo spiegato qui.